Nel 2024 un astronomo dilettante guarda le immagini satellitari del Québec. Secondo la NASA si chiama Joël Lapointe e cerca un posto dove campeggiare. Attorno al lago Marsal il rilievo disegna un anello. Il cerchio misura circa 25 chilometri e il centro sta a 51,2 gradi di latitudine nord e 64,7 di longitudine ovest. L’astronomo segnala la forma ai geologi.
La prima descrizione scientifica è un riassunto presentato all’88° congresso annuale della Meteoritical Society, con il numero 5369. Lo firmano dieci autori. Il primo è J. Gattacceca, del CEREGE di Aix-en-Provence, il centro francese di geoscienze dell’ambiente. Fra gli autori ci sono G. R. Osinski della University of Western Ontario e C. A. Crow della University of Colorado. Un riassunto di congresso non passa per la revisione di altri esperti come un articolo. Il servizio della NASA che lo racconta è stato ripreso da ScienceDaily il 22 settembre 2026.
Nell’ottobre 2025 una spedizione raggiunge la struttura e raccoglie campioni. Al centro affiora il basamento grenvilliano, rocce molto antiche dello scudo canadese. In quelle rocce i geologi trovano coni d’urto lunghi decine di centimetri. Un cono d’urto è una frattura a forma di cono, rigata, che si forma solo sotto la pressione di un impatto. Osinski, nel servizio della NASA, la chiama l’unica prova certa di impatto visibile a occhio nudo sul terreno.
Fra 2 e 4 chilometri dal centro affiora una roccia nota come breccia di Marsal. Era stata letta come un diatrema, il condotto lasciato da un’esplosione vulcanica. Gli autori la interpretano come roccia fusa dall’impatto, con pochi frammenti, spessa fino a 50 metri. Ha la fessurazione a colonne tipica di una roccia fusa che si raffredda. Contiene blocchi del basamento larghi fino a mezzo metro.
Il riassunto sottolinea lo stato di conservazione. Dopo centinaia di milioni di anni di erosione, lo strato di roccia fusa supera ancora i 50 metri di spessore. La roccia fusa si è formata nell’istante dell’impatto, ed è il materiale su cui si misura l’età.
L’età viene da due metodi. Il primo è il paleomagnetismo. Quando la roccia fusa si raffredda, alcuni minerali fissano la direzione del campo magnetico terrestre di quel momento. Le carote orientate prelevate nella roccia fusa indicano un periodo di polarità inversa, con il nord magnetico dalla parte del polo sud. La direzione indica circa 390 milioni di anni, in una forchetta fra 370 e 400. È il Devoniano.
Il secondo metodo misura gli isotopi del piombo nei cristalli di zircone della roccia fusa. Un laser vaporizza un punto del cristallo e uno spettrometro di massa conta gli atomi. Gli zirconi più giovani indicano un’età vicina a 350–400 milioni di anni. Gli autori scrivono che il dato è preliminare.
Il servizio della NASA dice che i campioni indicano un’età di circa 390 milioni di anni. Non dice che la stima è preliminare, né che la forchetta va da 370 a 400 milioni di anni. ScienceDaily titola su un cratere. Il riassunto parla di struttura da impatto, il termine dei geologi per un cratere eroso di cui resta la radice. Secondo la NASA la Terra conta circa 200 strutture da impatto confermate. Sempre secondo la NASA è la più grande scoperta dopo quella di Hiawatha, in Groenlandia, nel 2018. Il riassunto non fa questi confronti.
La struttura ha già un nome provvisorio. Uhackatik è stato scelto, secondo la NASA, dopo un confronto con il consiglio innu di Ekuanitshit. Un riassunto di Rochette e colleghi, nel 2024, aveva già proposto il lago Marsal come candidato. La conferma sul terreno è dell’autunno successivo.
Il riassunto chiude con una osservazione. Una struttura da impatto di 25 chilometri si può ancora scoprire guardando le immagini satellitari a disposizione di tutti.
Il cerchio stava sulle mappe pubbliche. Mancava lo sguardo giusto.
Bibliografia
Gattacceca J., Rochette P., Quesnel Y., Lagain A., Devouard B., Licht A., Osinski G.R., Darnault M., Seydoux A.-M., Crow C.A., «Uhackatik: a new 25-km diameter ~390 Ma impact structure in Quebec, Canada», 88th Annual Meeting of the Meteoritical Society, 2026, abstract 5369 (riassunto di congresso, non sottoposto a revisione), https://www.hou.usra.edu/meetings/metsoc2026/pdf/5369.pdf
NASA Earth Observatory, «An accidental impact crater discovery», ripreso da ScienceDaily il 22 settembre 2026 con il titolo «A strange circle on satellite maps turned out to be a 390-million-year-old impact crater».



