Ultimi Articoli

IGNITE: Il simulatore digitale che rivoluziona il futuro delle cellule staminali

IGNITE: Il simulatore digitale che rivoluziona il futuro delle cellule staminali

22 Aprile 2026

Una collaborazione internazionale guidata dall'Università di Padova, insieme ai Max...

Cancro all’ovaio: la Sapienza scopre il "tallone d'Achille" delle forme più aggressive

Cancro all’ovaio: la Sapienza scopre il "tallone d'Achille" delle forme più aggressive

22 Aprile 2026

Un team di ricerca coordinato dall'Università Sapienza di Roma ha...

Una "Vampira" nei nostri mari: la sfida italiana per il Mollusco dell'Anno 2026

Una "Vampira" nei nostri mari: la sfida italiana per il Mollusco dell'Anno 2026

15 Aprile 2026

L'Italia scende in campo per il prestigioso titolo internazionale di...

La Via di Vetro e Preghiera

La Via di Vetro e Preghiera

14 Aprile 2026

Oggi a Palazzo Madama si è parlato di un viaggio...

Gliomi pediatrici: creati in laboratorio "mini-cervelli" 3D per testare nuove cure

Gliomi pediatrici: creati in laboratorio "mini-cervelli" 3D per testare nuove cure

10 Aprile 2026

Un'importante sinergia scientifica tra l'Università di Trento, l'Ospedale Pediatrico Bambino...

Carcinoma mammario: identificato il "freno" molecolare che ne contrasta l'aggressività

Carcinoma mammario: identificato il "freno" molecolare che ne contrasta l'aggressività

09 Aprile 2026

Una ricerca d'eccellenza, nata dalla sinergia tra il Cnr-Ieomi di...

Alpi preistoriche: lo stambecco cacciato 13.000 anni fa era un lignaggio genetico oggi scomparso

Alpi preistoriche: lo stambecco cacciato 13.000 anni fa era un lignaggio genetico oggi scomparso

07 Aprile 2026

La ricerca, pubblicata su Scientific Reports, è frutto della collaborazione...

Il cane nasce dal lupo 15.800 anni fa: lo rivela il DNA antico

Il cane nasce dal lupo 15.800 anni fa: lo rivela il DNA antico

06 Aprile 2026

Uno studio su Nature, con la partecipazione della Sapienza, ha...

Aprile 2026

 

Lo studio su questi Organoidi embrionali si spera possa ridurre e in parte sostituire la sperimentazione animale. Un team di ricercatori del Cnr-Igb di Napoli ha utilizzato queste strutture multicellulari tridimensionali per studiare in vitro il potenziale di sviluppo di diversi tipi di cellule staminali. La scoperta è pubblicata su Stem Cell Reports

Un team di ricercatori Istituto di genetica e biofisica "Adriano Buzzati Traverso" del Consiglio nazionale delle ricerche di Napoli (Cnr-Igb) ha utilizzato strutture multicellulari, tridimensionali (organoidi) per studiare “in vitro” il potenziale di sviluppo di diversi tipi di cellule staminali. Con questa scoperta, pubblicata su Stem Cell Reports, rivista ufficiale della International Society for Stem Cell Research (ISSCR) pubblicata da Cell Press, il team napoletano si posiziona tra i primi in Italia nell’utilizzo di Gastruloidi, organoidi embrionali in grado di mimare le fasi più precoci dello sviluppo embrionale.

Pubblicato in Genetica
Venerdì, 22 Gennaio 2021 11:14

Solar System formation in two steps



Why are the planets of the inner Solar System dry and rocky, but the outer ones are not? An international team of researchers with participation of the University of Zurich discovered that a two-step formation process of the planets can explain the chronology and split in volatiles like water and isotope content of the inner and outer Solar System.

The interdisciplinary researchers from the University of Zurich, the University of Oxford, LMU Munich, ETH Zurich, and BGI Bayreuth present a new theoretical framework for the formation of the Solar System that can explain several key features of the inner terrestrial planets like Earth, Venus, and Mars, outer Solar System planetary bodies, and composition of asteroids and meteorite families. The team’s work draws on and connects recent advances from astronomical observations of other solar systems during their formation and meteoritics – laboratory experiments and analyses on the isotope, iron, and water content in meteorites from the Solar System itself.

Pubblicato in Scienceonline



Un nuovo studio pubblicato su The Lancet Planetary Health rilancia l’allarme sui drammatici impatti dell’inquinamento atmosferico nelle città italiane. Lo studio stima su base locale il numero di morti premature attribuibili all’inquinamento atmosferico in più di mille città europee, stilando una classifica rispetto ai due principali inquinanti presi in esame, il particolato sottile (PM2.5) e biossido di azoto (NO2), sulla base della popolazione e del tasso di mortalità di ogni città.

Le due città in testa alla classifica di morti premature legate all’inquinamento da PM2.5 sono proprio due città italiane, Brescia e Bergamo, ma tra le prime dieci troviamo anche Vicenza e Saronno, mentre le città italiane in cui l’inquinamento da NO2 colpisce di più sono Torino (al terzo posto) e Milano (al quinto).

Per Greenpeace, questa classifica impone una riflessione urgente, se si pensa che nelle città europee 51.900 di queste morti potrebbero essere evitate ogni anno, se solo il livello dei due inquinanti presi in considerazione per stilare questo ranking fosse mantenuto al di sotto delle soglie raccomandate dall’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS). Nelle sole città italiane prese in considerazione, rispettando gli standard dell’OMS, si potrebbero evitare ogni anno quasi 13.500 morti premature.

Pubblicato in Ambiente

 

Uno studio clinico pilota ha dimostrato per la prima volta un aumento della chemochina Prochineticina 2 (PK2) nel siero di malati di Parkinson, suggerendone un potenziale ruolo protettivo. Il lavoro, pubblicato su Movement Disorders, è stato realizzato dall’Istituto di biochimica e biologia cellulare del Cnr con le Università di Roma, Sapienza e Tor Vergata.


Un team di ricercatori ha potuto dimostrare per la prima volta un significativo aumento della chemochina Prochineticina 2 (PK2), un peptide chemochino-simile, nel siero di pazienti affetti da malattia di Parkinson. I risultati di questo studio pilota condotto da Cinzia Severini dell’Istituto di biochimica e biologia cellulare del Consiglio nazionale delle ricerche (Cnr-Ibbc), da Nicola Biagio Mercuri e Tommaso Schirinzi della Clinica neurologica dell’Università di Roma Tor Vergata e da Roberta Lattanzi e Daniela Maftei del Dipartimento di fisiologia e farmacologia della Sapienza Università di Roma sono stati pubblicati su Movement Disorders. Lo studio ha analizzato il sangue di 31 pazienti con malattia di Parkinson e per la prima volta è stato dimostrato che i livelli serici di PK2 risultano significativamente aumentati rispetto a soggetti sani di controllo.

Pubblicato in Medicina


Greenpeace Italia ringrazia il governo, il Ministro dell’Ambiente Sergio Costa e il Sottosegretario Roberto Morassut per aver accolto l’appello lanciato dall’organizzazione ambientalista e aver inviato una nota ufficiale al governo francese, chiedendo di permettere alle italiane e agli italiani di poter partecipare alla consultazione pubblica in corso sul prolungamento di altri dieci anni dell’attività di 32 reattori nucleari presenti sul territorio transalpino.

In questi giorni, in Francia, l’Autorità per la Sicurezza Nucleare (Autorite de Surete Nucleaire – ASN) ha infatti formalizzato l’avvio di una pubblica consultazione, dal 3 dicembre 2020 al 22 gennaio 2021, per prolungare di altri dieci anni l’attività 32 impianti, i più vecchi ancora in attività nelle 56 centrali nucleari operate da Electricité de France (EDF): hanno già raggiunto, o raggiungeranno entro il 2030, i quaranta anni di attività operativa. Secondo la Convenzione di Espoo, adottata nel 1991 e oggetto di successivi emendamenti, i governi devono garantire la possibilità anche ai cittadini degli Stati confinanti – che potrebbero essere danneggiati da un progetto – di partecipare a una procedura di consultazione (cosiddetta “consultazione trans-frontaliera”) sulle attività proposte.

Pubblicato in Ambiente

 

Pubblicato sulla rivista The Lancet uno studio della Cardiologia universitaria della Città della Salute, svolto con i ricercatori di UniTo e PoliTo, per la creazione di un nuovo sistema di classificazione del rischio di eventi futuri nei pazienti dopo un infarto. Una tecnica che determinerà una vera rivoluzione e ridurrà statisticamente la possibilità di una non corretta diagnosi. Questo risultato rafforza la scelta di Torino come sede dell’Istituto Italiano di Intelligenza Artificiale

 Straordinario risultato di una ricerca coordinata dalla Cardiologia universitaria dell'ospedale Molinette della Città della Salute di Torino (diretta dal professor Gaetano Maria De Ferrari), assieme al Dipartimento di Informatica dell’Università di Torino ed a quello di Meccanica e Aerospaziale del Politecnico di Torino. Gli autori hanno utilizzato quell’approccio dell’Intelligenza Artificiale chiamato Machine Learning o di apprendimento automatico, secondo il quale i computer imparano progressivamente dai dati che vengono loro forniti migliorando sempre più le loro capacità predittive ed individuando correlazioni. In questo caso, il risultato è stato la creazione di un nuovo sistema di classificazione del rischio di eventi futuri nei pazienti dopo un infarto. La assoluta novità e la grande efficacia di questo nuovo approccio sono valse alla ricerca la pubblicazione, oggi 15 gennaio, sulla rivista di medicina più blasonata al mondo, The Lancet.

Pubblicato in Medicina

Uno studio condotto dall'Istituto di scienze dell’atmosfera e del clima del Cnr con le Università di Urbino e Vienna ha rivelato l’errata percezione riguardo alle principali cause dell’inquinamento dell’aria: industria e traffico anziché agricoltura e allevamento. L’indagine, condotta su 16mila persone in sette paesi Ue, è pubblicata su AMBIO

 L’Istituto di scienze dell'atmosfera e del clima del Consiglio nazionale delle ricerche (Cnr-Isac), assieme alle Università di Urbino e Vienna ha condotto uno studio, pubblicato su AMBIO, sulla percezione che l’opinione pubblica ha in sette paesi europei riguardo alle cause dell’inquinamento atmosferico. Oltre 16.000 cittadini di Italia, Austria, Belgio, Germania, Polonia, Svezia e Regno Unito sono stati intervistati per rispondere su quali settori rappresentassero, a loro parere, la principale causa di inquinamento dell’aria. I sette paesi sono stati scelti in quanto rappresentativi di diverse realtà socio-economiche, politiche e culturali e, come tali, della intera società europea.

Gli intervistati avevano cinque opzioni fra cui scegliere: agricoltura e allevamento, riscaldamento domestico, rifiuti, industria, traffico veicolare. Le risposte sono state analizzate sulla base di dati oggettivi quali età, genere, livello di scolarizzazione e tipologia dell’area di residenza.

Pubblicato in Ambiente


Arriva dalle grandi profondità dei ghiacciai dell’Antartide la risposta ad uno dei quesiti che è stato per anni un vero rompicapo per gli scienziati: la presenza di acqua sul Pianeta Rosso. Una ricerca internazionale condotta da ricercatori Italiani, USA, UK e Hong Kong e guidata dal gruppo di Glaciologia dell’Università di Milano-Bicocca (Giovanni Baccolo, Barbara Delmonte, Valter Maggi) ha permesso di identificare per la prima volta la formazione del minerale di jarosite (solfato idrato di ferro e potassio) a grandi profondità nei ghiacciai Antartici. Questo risultato conferma l’ipotesi secondo la quale i sedimenti ricchi di jarosite individuati sulla superficie di Marte dal Rover Opportunity della NASA, sarebbero legati alla presenza di grandi calotte di ghiaccio che hanno coperto parte del pianeta rosso nell’antico passato geologico. I risultati dello studio sono stati pubblicati sulla rivista “Nature Communications” (“Jarosite formation in deep Antarctic ice provides a window into acidic, water-limited weathering on Mars”).

La scoperta di estesi depositi di jarosite su Marte fu a suo tempo un traguardo scientifico fondamentale poiché la formazione di questo minerale richiede la presenza di acqua liquida; tuttavia, non era ancora chiaro come questi depositi si fossero creati. Una delle possibili spiegazioni, coerente con le dimensioni e le caratteristiche di tali depositi, prevede la presenza su Marte di antiche calotte glaciali di grandi dimensioni, ricche di polveri, in diverse regioni del pianeta. Questa ipotesi ha trovato oggi una prima conferma diretta grazie allo studio condotto presso il laboratorio di Glaciologia EUROCOLD LAB dell’Università di Milano-Bicocca, in stretta collaborazione con il laboratorio di Houston della NASA (USA), il sincrotrone Diamond Light Source (UK), l’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare, l’Università di Roma Tre e l’Università di Hong Kong.

Pubblicato in Geologia

 

The SARS-CoV-2 lineage B.1.1.28 has been evolving in Brazil since February 2020, but the recent emergence of sub-lineages with convergent mutations in the spike (S) protein raises concern about the potential impact on viral infectivity and immune escape. The lineage P.1 (alias of B.1.1.28.1) is an emerging variant that harbours several amino acid mutations including S:K417T, S:E484K, and S:N501Y. This report describes the first confirmed case of reinfection with the P.1 lineage in a 29-years-old female resident in the Amazonas state, Brazil, previously infected with a B.1 lineage virus.
Keywords: COVID-19; SARS-CoV-2; reinfection; secondary infection; S:E484K; lineage B.1.1.28.P.1, Amazonas, Brazil

Pubblicato in Scienceonline
Lunedì, 18 Gennaio 2021 11:30

Australia, un anno dopo gli incendi



Dalle ceneri dei roghi parte “Regenerate Australia”, il piano WWF di rinascita

 

A circa un anno dalla stagione di incendi senza precedenti che da giugno 2019 a febbraio 2020 ha colpito l’Australia, il bilancio è drammatico. Ma dalle ceneri di questa devastante emergenza il WWF ha lanciato il più grande e innovativo programma di rigenerazione della natura nella storia dell'Australia.

Più di 15.000 roghi – che hanno bruciato soprattutto foreste e boschi ma anche terreni adibiti a pascoli e praterie- hanno impattato un’area totale di almeno 19 milioni di ettari (Filkov et al. 2020) in diversi Stati e rilasciato in atmosfera 900 milioni di tonnellate di anidride carbonica. Gli effetti più devastanti sulle vite umane e sulla biodiversità si sono registrati in Australia orientale, con circa 12,6 milioni di ettari di foresta bruciati, fra cui il 54% delle foreste pluviali del Gondwana australiano (Queensland e New South Wales), l'81% della Greater Blue Mountains Area (NSW) e il 99% dell’Old Great North Road: tre siti Patrimonio Mondiale dell’Umanità che custodiscono habitat e animali unici al mondo.

Pubblicato in Ambiente

Medicina

Cancro all’ovaio: la Sapienza scopre il "tallone d'Achille" delle forme più aggressive

Cancro all’ovaio: la Sapienza scopre il "tallone d'Achille" delle forme più aggressive

22 Aprile 2026

Un team di ricerca coordinato dall'Università Sapienza di Roma ha...

Paleontologia

Alpi preistoriche: lo stambecco cacciato 13.000 anni fa era un lignaggio genetico oggi scomparso

Alpi preistoriche: lo stambecco cacciato 13.000 anni fa era un lignaggio genetico oggi scomparso

07 Aprile 2026

La ricerca, pubblicata su Scientific Reports, è frutto della collaborazione tra Università di Bologna,...

Geografia e Storia

Dagli Ipogei del Tepui venezuelano ai terreni marziani: un protocollo innovativo per l'indagine di siti estremi

Dagli Ipogei del Tepui venezuelano ai terreni marziani: un protocollo innovativo per l'indagine di siti estremi

15 Dicembre 2025

Un team internazionale ha applicato metodologie analitiche portatili avanzate per esaminare in situ le...

Astronomia e Spazio

L'Universo ha un'età minima: le "nonne" della Via Lattea smentiscono Hubble

L'Universo ha un'età minima: le "nonne" della Via Lattea smentiscono Hubble

03 Aprile 2026

Un team internazionale guidato dall'Università di Bologna ha misurato le stelle...

Scienze Naturali e Ambiente

Una "Vampira" nei nostri mari: la sfida italiana per il Mollusco dell'Anno 2026

Una "Vampira" nei nostri mari: la sfida italiana per il Mollusco dell'Anno 2026

15 Aprile 2026

L'Italia scende in campo per il prestigioso titolo internazionale di "Mollusc...

 

Scienzaonline con sottotitolo Sciencenew  - Periodico
Autorizzazioni del Tribunale di Roma – diffusioni:
telematica quotidiana 229/2006 del 08/06/2006
mensile per mezzo stampa 293/2003 del 07/07/2003
Scienceonline, Autorizzazione del Tribunale di Roma 228/2006 del 29/05/06
Pubblicato a Roma – Via A. De Viti de Marco, 50 – Direttore Responsabile Guido Donati

Photo Gallery