Studio sul DNA apre la via per nuovi bersagli terapeutici

Team di ricercatrici scopre la presenza di strutture i-Motifs nelle cellule umane capaci di controllare l’espressione dei geni cellulari.
L’informazione genetica di ogni cellula è contenuta nel DNA. Watson e Crick nel lontano 1953 hanno dimostrato che esso assume una struttura a doppia elica. Numerosi studi susseguitosi negli anni, hanno provato che la struttura del DNA è molto più dinamica di quanto inizialmente ritenuto. Infatti, può assumere conformazioni alternative alla doppia elica, definite come strutture “non canoniche”. Fra queste, i-Motifs (iMs) e G-quadruplexes (G4s) sono strutture a quattro filamenti che si possono formare in particolari regioni del DNA in base alla sua composizione.
Campi geotermici e terremoti: riprodotto in laboratorio il meccanismo che li genera

Studio su «Nature Communications» ha permesso di comprendere il ruolo del cambiamento di fase dell’acqua sul comportamento delle rocce in condizioni simili a quelle che caratterizzano i sistemi geotermici ad alta temperatura.
L’incremento esponenziale di concentrazione di CO2 nell’atmosfera negli ultimi due secoli, risultato della combustione di idrocarburi e carbone per la produzione di energia, ha e avrà conseguenze di straordinaria portata sull’umanità e sulle future generazioni. L’aumento della temperatura media terrestre, la maggiore frequenza di fenomeni meteo estremi, la desertificazione di ampie regioni della Terra e l’innalzamento del livello del mare sono alcuni dei tanti esempi dell’impatto dell’aumento di concentrazione di CO2 nell’atmosfera. La repentina variazione climatica alla quale stiamo assistendo comporta e comporterà, come avvenuto in tempi storici per crisi ambientali di minor portata, grandi fenomeni migratori e, probabilmente, scatenerà ulteriori guerre.
Scoperto in Perù l’animale più pesante mai vissuto, il cetaceo Perucetus colossus

Dal Deserto di Ica, lungo la costa meridionale del Perù, riaffiorano i resti fossilizzati di uno straordinario animale risalente a quasi 40 milioni di anni fa: un antenato delle balene e dei delfini caratterizzato da ossa grandissime e pesantissime che fanno pensare a un mostro marino dalle proporzioni titaniche.
Un articolo appena pubblicato sulla prestigiosa rivista scientifica Nature presenta una prima analisi di questo eccezionale cetaceo, a cui è stato dato il nome di Perucetus colossus in onore del paese sudamericano in cui è stato rinvenuto ed in riferimento alla sua taglia letteralmente colossale.
Il gruppo internazionale di scienziati autori della ricerca vede in primo piano i paleontologi del Dipartimento di Scienze della Terra dell’Università di Pisa: il professor Giovanni Bianucci, primo autore e coordinatore della ricerca, il dottorando Marco Merella e il ricercatore Alberto Collareta. Allo studio hanno partecipato anche altri geologi e paleontologi italiani provenienti dalle università di Milano-Bicocca (la ricercatrice Giulia Bosio e la professoressa Elisa Malinverno) e Camerino (i professori Claudio Di Celma e Pietro Paolo Pierantoni), affiancati da ricercatori peruviani e di diverse nazionalità europee.
Tsunami di luce contro il cancro
Batteri intestinali e crescita animale

Pubblicato su «Scientific Reports» lo studio dell’Università di Padova in cui si dimostra per la prima volta che se i batteri intestinali (Lactiplantibacillus plantarum) sono vivi e attivi entrano in simbiosi benefica con l’animale e sono fonte nutritiva Il microbiota intestinale è l’insieme dei microrganismi (batteri, ma anche virus, funghi e protozoi) ospitati da ciascun essere umano o animale sin dalla nascita e per tutta la sua vita.
È una popolazione composta da centinaia di specie diverse formate da cellule e geni. Queste “comunità”, come è noto da tempo, esercitano un effetto benefico sulla nostra salute: temprano il sistema immunitario, proteggono dalle infezioni di agenti patogeni, favoriscono la digestione e prevengono malattie cardiovascolari. Negli ultimi anni è stato scoperto che specifici batteri intestinali favoriscono anche la nostra crescita in condizioni di denutrizione. Semplificando, se una dieta è povera in nutrienti come ad esempio le proteine e se sono presenti batteri intestinali benefici, questi ultimi favoriscono comunque la crescita compensando la mancanza, come si avesse una dieta standard.
Un database delle frane innescate dalle piogge del settembre 2022

Dopo gli eventi pluviometrici del settembre 2022, che hanno colpito in particolare Marche e Umbria, un team del Cnr-Irpi ha realizzato una campagna di rilevamenti per quantificare l’impatto al suolo delle piogge estreme: sono state riconosciute e mappate quasi 1700 frane. I dati raccolti sono disponibili attraverso il repository Figshare e descritti nell’articolo pubblicato sulla rivista Scientific Data.
Le piogge estreme del 15 settembre 2022, che hanno colpito parte delle Marche e dell’Umbria settentrionale, hanno determinato numerose conseguenze, tra cui piene improvvise dei torrenti e movimenti franosi, che sono stati tra gli effetti al suolo più diffusi e maggiormente impattanti. Un team di ricerca dell’Istituto di ricerca per la protezione idrogeologica del Consiglio nazionale delle ricerche (Cnr-Irpi) di Perugia ha realizzato una campagna di rilevamento sul terreno per censire le frane innescate dall’evento pluviometrico nella porzione di territorio dove si sono registrate le cumulate di pioggia più elevate. I risultati della campagna di rilevamento sono stati raccolti in una banca dati disponibile nel repository Figshare, descritta in un articolo scientifico pubblicato sulla rivista Scientific Data, del gruppo Nature.
The very hungry Caterpillar: 60 Million-year-old Feeding Traces. Sharing of food plants as a driving force for insect diversity

Researchers from the Hessian State Museum Darmstadt and the Senckenberg Biodiversity and Climate Research Center Frankfurt have uncovered the factors that determine the enormous diversity of herbivorous insects. In their study, published today in the scientific journal “PNAS,” they show that the diversity of herbivorous insects evolved over the last 60 million years primarily through the shared use of food plants. The results are based on the analysis of feeding traces left by arthropods on more than 45,000 fossil leaves.
Herbivorous insects are the most diverse group of multicellular organisms on Earth. The variety of their mouthparts and feeding modes also testify to a high degree of diversity: for example, there are caterpillars or beetles that chew on leaves with their powerful jaw-like mouthparts, bugs and aphids that pierce plants to get at their sap, or animals that stimulate plants to form galls – an excessive tissue growth – in which they can develop and feed protected from enemies. “The feeding traces of such insects are also clearly visible on fossil leaves. They can help us to identify the factors that led to the enormous diversity of herbivorous insects,” explains Dr. Jörg Albrecht from the Senckenberg Biodiversity and Climate Research Center in Frankfurt.
L’applicazione di modelli di geostatistica per comprendere la funzione dei nuraghi

Un team di ricercatori della Sapienza ha identificato nei monumenti sardi posti sul ciglio della Giara di Gesturi la funzione prevalente di marcatori del paesaggio, associata a una buona capacità difensiva locale. I risultati dello studio sono stati pubblicati su PLOS ONE.
La Giara di Gesturi, altopiano basaltico particolarmente adatto al pascolo, che torreggia nella Sardegna meridionale, è circondato sul ciglio da una serie quasi regolarmente distanziata di 20 nuraghi, i noti monumenti a torre in uso per buona parte dell'età del bronzo nell'isola (ca. 1750-1100 a.C).
Gli studiosi da tempo di interrogano sull'uso abitativo e difensivo, sugli aspetti simbolici e sulle connotazioni rituali dei nuraghi, considerato il loro numero elevato (a oggi ne sono stati mappati oltre 6.500) e l'impegno costruttivo che richiesero.
The Universal Sound of Black Holes
The discovery of gravitational waves in 2015 – already postulated by Einstein one hundred years ago – led to the 2017 Nobel Prize in Physics and initiated the dawn of gravitational-wave astronomy. When two stellar-mass black holes merge, they emit gravitational waves of increasing frequency, the so-called chirp signal, that can be “heard” on Earth. From observing this frequency evolution (the chirp), scientists can infer the so-called “chirp mass”, a mathematical combination of the two individual black hole masses.
So far, it has been assumed that the merging black holes can have any mass. The team’s models, however, suggest that some black holes come in standard masses that then result in universal chirps. “The existence of universal chirp masses not only tells us how black holes form”, says Fabian Schneider, who led the study at HITS, “it can also be used to infer which stars explode in supernovae.” Apart from that it provides insights into the supernova mechanism, uncertain nuclear and stellar physics, and provides a new way for scientists to measure the accelerated cosmological expansion of the Universe.
Le radiazioni della Tac si riducono grazie alla realtà aumentata

Uno studio dell’IRCCS Galeazzi-Sant’Ambrogio ha testato degli speciali visori in grado di riprodurre virtualmente le lesioni ossee.
Una lesione ossea riprodotta in maniera artificiale e posizionata, virtualmente, all’interno del corpo del paziente per guidare con estrema precisione la mano del medico impegnato nella biopsia. È la medicina del futuro sperimentata all’IRCCS Ospedale Galeazzi Sant’Ambrogio di Milano (Gruppo San Donato) dall’équipe del professor Luca Maria Sconfienza - responsabile dell’UO di Radiologia Diagnostica e Interventistica e Professore Ordinario di Diagnostica per immagini e Radioterapia presso l’Università Statale di Milano - che ha condotto uno studio pilota, pubblicato sulla rivista European Radiology Experimental, che ha coinvolto otto pazienti , al fine di testare, per la prima volta in questo ambito, un innova vo device di navigazione in realtà aumentata.
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