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Venerdì, 27 Ottobre 2017 07:19

L’ULTIMO ANTENATO

Il cranio dell'"uomo di Ceprano", ora restaurato digitalmente, potrebbe appartenere alla cosiddetta umanità di mezzo

 

Il restauro digitale dell’uomo di Ceprano – così viene chiamato un cranio fossile rinvenuto nel marzo 1994 in provincia di Frosinone – ha permesso il recupero dell’originaria struttura del reperto, che si è rivelata morfologicamente più simile alla cosiddetta “umanità di mezzo”, nota con il nome scientifico di Homo heidelbergensis. Lo studio, pubblicato sulla prestigiosa rivista Scientific Reports, è coordinato da Giorgio Manzi del Dipartimento di Biologia ambientale, attuale direttore del Polo museale Sapienza, in collaborazione con diversi altri ricercatori e con la Soprintendenza archeologia, belle arti e paesaggio di Roma, Viterbo ed Etruria meridionale. Il cranio, plasticamente deformato dall’azione dei sedimenti in cui si è fossilizzato, era stato ricostruito utilizzando i frammenti originali e facendo ricorso a una grande quantità di inserti di gesso per tenerli uniti fra loro. L’alterazione della morfologia originaria ha reso difficile ogni ulteriore modifica nella disposizione dei frammenti, lasciando irrisolta per anni l’interpretazione tassonomica del cranio di Ceprano.

Pubblicato in Paleontologia

 

 

Fertilizzanti innovativi prodotti con materiali organici o riciclati dovrebbero essere venduti più facilmente in tutta l’Unione europea, grazie alle nuove regole approvate martedì.

 

Le regole UE sui fertilizzanti attualmente in vigore riguardano soprattutto i fertilizzanti convenzionali, di origine minerale o chimica, i quali spesso consumano molta energia e producono alte emissioni di CO2. Tuttavia, per i produttori è complicato vendere ed utilizzare fertilizzanti organici all’interno del mercato unico dell'UE, a causa delle differenze tra le norme nazionali dei singoli paesi.

 

Il nuovo progetto di regolamento mira a:

  • promuovere l'impiego di materiali riciclati per la produzione di fertilizzanti, contribuendo così allo sviluppo dell'economia circolare e riducendo la dipendenza dalle sostanze importate da Paesi terzi,
  • facilitare l'accesso al mercato per i fertilizzanti organici e innovativi, garantendo agli agricoltori e ai consumatori una scelta più ampia e promuovendo l'innovazione verde,
  • stabilire criteri di qualità, di sicurezza e ambientali a livello UE per i fertilizzanti recanti il marchio CE (ossia quelli che possono essere commercializzati in tutto il mercato unico),
  • stabilire obblighi di etichettatura più chiari per informare gli agricoltori, ad esempio sul contenuto di sostanze nutritive,
  • mantenere la possibilità, per i produttori che non intendono vendere i loro prodotti sul mercato dell'UE, di conformarsi solo alle norme nazionali (gli Stati membri resterebbero liberi di consentire l'immissione sui propri mercati nazionali di fertilizzanti non conformi ai nuovi requisiti UE).
Pubblicato in Ambiente
Mercoledì, 25 Ottobre 2017 14:01

Smartly dressed in 100 percent Swedish paper

 

A dress completely made of paper from Swedish forests. The innovation project ‘Establish locally grown textiles in Sweden’ aims at enabling textile production of raw material from the pulp industry.

Wood becomes paper, which is turned into fabrics. By using knowledge and skills from classical Swedish industries, wood can be refined into locally produced textiles. This gives new business opportunities for the domestic industry in Sweden and creates opportunities for a more sustainable textile industry through a range of innovative solutions across branches. In the provinces of Värmland and Dalsland, there are dense forests of spruce and pine trees. This Swedish forest raw material is processed and refined into paper by Nordic Papers and Ahlstrom-Munksjö paper mills. The unbleached and locally grown paper is then shipped to the textile cluster in the Sjuhärad region, where it is spun into threads at SKS Textile and then turned into fabrics via knitting machines at the Swedish School of Textiles in Borås. At the dyeing company Sjuhäradsbygdens Färgeri, the fabric is given a dark blue colour and is then turned into a flexible dress at Smart Textiles at the University of Borås.

Pubblicato in Scienceonline
Mercoledì, 25 Ottobre 2017 12:01

Fuel from diamonds?

 

Futuristic fuels could replace our current supplies, recycling what the latter’s combustion produces most: carbon dioxide. And synthetic diamond exposed to light may hold the key Nothing is lost, nothing is created, everything is transformed. The principle underlying modern chemistry seems to support efforts by scientists to fight CO2 emissions. European researchers are investigating new possible approaches to decrease the concentration of carbon dioxide in the atmosphere, with a view to exploiting them. If successful, the experimental technology will help fight climate change and provide a more sustainable supply of raw materials for certain industrial branches. The vision is to produce useful chemicals from the carbon dioxide treated in water or in other green solvents, with the aid of sunlight. The resulting substances could be used to get fuels for cars, or obtain other compounds such as methanol, formic acid or methane, necessary to the chemical industry that, right now, relies on petroleum or natural gas.

Pubblicato in Scienceonline

 

In the current issue of Psychotherapy and Psychosomatics there are data about the long term-effects of a form of psychotherapy in depression compared to medication. Compared to episodic depression, only a limited number of follow-up studies for chronic depression exist despite its poor long-term course. For episodic depression, psychotherapy has repeatedly been shown to result in more sustainable treatment effects than antidepressant medication. However, relapse rates remain high even after response to acute phase psychotherapy at approximately 30% after 1 year and approximately 50% after 2 and more years. For patients suffering from chronic depression, the Cognitive Behavioral Analysis System of Psychotherapy (CBASP) has shown promising results during acute treatment, yet data on the sustainability of these effects is scarce.

Pubblicato in Scienceonline

L’ISPRA precisa: “E’ tossico solo se ingerito e non contamina il pescato”.

 

E’ stato pescato a Molfetta un altro esemplare di pesce palla maculato, specie altamente tossica al consumo. A riconoscerlo un cittadino che ha immediatamente provveduto ad informare il pescatore della sua pericolosità, evitandone così l’immissione nel mercato,  e a comunicarlo ai ricercatori. La decima segnalazione è arrivata ai ricercatori dell’ISPRA nell’ambito della campagna di informazione lanciata dall’Istituto nel 2013 e rinforzata nel 2015, attraverso la collaborazione con il Ministero delle Politiche, Agricole, Alimentari e Forestali, il Corpo delle Capitanerie di Porto e l’Istituto di Scienze del Mare (ICM) di Barcellona, che coordina seawatchers.org, un progetto che coinvolge i cittadini nella segnalazione di specie esotiche e di altre problematiche ambientali. Il pesce palla maculato (Lagocephalus sceleratus), è entrato in Mediterraneo dal Canale di Suez nel 2003, in pochi anni ha invaso il bacino orientale del Mediterraneo, raggiungendo le coste italiane nel 2013 a Lampedusa. Da allora, grazie alle campagne di informazione, è stato possibile reperire segnalazioni della specie provenienti oltre che da Lampedusa, dalla costa meridionale della Sicilia, dalla Calabria e dalla Puglia, compresa quella dell’esemplare pescato a Molfetta. 

Pubblicato in Ambiente
Martedì, 24 Ottobre 2017 15:05

ATTENZIONE AL PESCE PALLA MACULATO !!!

Pubblicato in Ambiente
Lunedì, 23 Ottobre 2017 15:13

Rhythm of memory

The hippocampus is essential to the memory and learning. This picture shows its characteristic form. The interneurons are highlighted in green, "Ammon's horn" (CA3), as the hippocampus is also known, and the dentate gyrus (DG) are outlined in white. Source: Marlene Bartos

 

Inhibited neurons set the tempo for memory processes

The more we know about the billions of nerve cells in the brain, the less their interaction appears spontaneous and random. The harmony underlying the processing of memory contents has been revealed by Prof. Dr. Marlene Bartos' workgroup at the Institute of Physiology I. In a study written with a colleague from the Institute of Science and Technology Austria and published in the Nature Communications journal, she highlights the role of inhibiting circuits in the creation of high-frequency brainwaves in the hippocampus. With its work, the team, which also comes partly from the BrainLinks-BrainTools Cluster of Excellence and the Bernstein Center Freiburg, shows how the brain processes information that is relevant to memory.

Pubblicato in Scienceonline

 

For the first time, researchers have found the presence of predator bacteria in the microbiota of cystic fibrosis patients. There are researchers from Universidad Politécnica de Madrid among the authors of this finding. The results, obtained by a team of researchers from Hospital Universitario Ramón y Cajal, Instituto Ramón y Cajal de Investigación Sanitaria  (IRYCIS) and School of Agricultural, Food and Biosystems Engineering (ETSIAAB) at Universidad Politécnica de Madrid (UPM), have allowed them to design a computational model to eradicate the pathogens of cystic fibrosis lung by inoculating predator bacteria. The results have been published in mBio®, an open-access journal of the American Society for Microbiology.

Pubblicato in Scienceonline
Lunedì, 23 Ottobre 2017 14:06

Fruit-eating increases biodiversity

 

By dispersing the seeds of plants, fruit-eating animals contribute to the possibility of increased plant speciation and thus biodiversity. These are the findings of a new study led by Renske E. Onstein and W. Daniel Kissling, researchers at the University of Amsterdam's Institute for Biodiversity and Ecosystem Dynamics (IBED). The results were published on Monday, 23 October in the journal Nature Ecology & Evolution.

Tropical rain forests are the supermarkets for fleshy fruits: more than 70% of woody, tropical plant species have fleshy fruits and rely on fruit-eating animals such as chimpanzees, elephants or hornbills for their seed dispersal. By dispersing the seeds of plants over large distances, these animals contribute to the possibility of plant speciation. The international team of researchers from the Netherlands, UK, France, Sweden and Denmark investigated over 2000 palm species with fleshy fruits (such as the date palm) to understand how the ecology of species, their distribution, and the interaction with potential fruit-eating animals may have affected their past speciation. This was done by assembling large databases of phylogenetic, functional trait and species distribution data for these palms.

Pubblicato in Scienceonline

Medicina

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