I segreti delle iene siciliane: l'evoluzione svelata dal 3D

Un team internazionale di ricerca, a guida dell'Università degli Studi di Milano, ha proiettato la paleontologia nel futuro digitale per ricostruire la vita delle iene che popolavano la Sicilia durante il Pleistocene. Grazie a sofisticate analisi tridimensionali sui fossili rinvenuti nella Grotta di San Teodoro (Acquedolci), lo studio — pubblicato sulla Rivista Italiana di Paleontologia e Stratigrafia — ha svelato dettagli sorprendenti su come l'isolamento geografico abbia modellato il cervello e il corpo di questi antichi predatori.
Un laboratorio evolutivo chiamato Sicilia
La ricerca conferma che la Sicilia del passato ha rappresentato un vero e proprio "esperimento naturale". L’isolamento insulare ha costretto i grandi carnivori, come la iena macchiata (Crocuta crocuta), a percorrere strade evolutive uniche per sopravvivere in un ambiente dalle risorse limitate.
Socialità ridotta: L’uso della tomografia computerizzata (TC) ha permesso di ricostruire i modelli digitali del cervello senza intaccare i reperti.
Differenze strutturali: Rispetto alle iene africane moderne, quelle siciliane presentavano una corteccia frontale meno sviluppata.
Gruppi più piccoli: Poiché tali aree cerebrali gestiscono i comportamenti sociali complessi, gli scienziati ipotizzano che i clan siciliani fossero meno numerosi e gerarchizzati rispetto a quelli attuali.
Il piccolo scavatore che ha cambiato la storia: Il mistero di Alnashetri

Immaginate un dinosauro non più grande di un tacchino, agile, con zampe fatte per correre e, soprattutto, braccia corte armate di un unico, formidabile artiglio. Questi sono gli Alvarezsauroidi, creature enigmatiche che per decenni hanno fatto impazzire i paleontologi. Si pensava fossero i "mirmecofagi" del Cretaceo: dinosauri che avevano scambiato la ferocia dei loro cugini T-Rex con la specializzazione necessaria per sventrare formicai e termitai.
Fino ad oggi, la teoria dominante era semplice: questi dinosauri erano partiti "grandi" e, col passare dei milioni di anni, si erano rimpiccioliti per adattarsi alla loro dieta a base di insetti. Un processo di miniaturizzazione che sembrava una linea retta verso il successo evolutivo.
Rivoluzione a Padova: neuroni umani in laboratorio in soli 12 giorni per combattere Alzheimer e Parkinson

Due ricercatrici dell'Università di Padova dimezzano i tempi di produzione dei neuroni partendo dalle cellule del paziente, aprendo strade inedite per lo studio e la cura delle malattie neurodegenerative.
Un team di ricerca tutto al femminile dell'Università di Padova e dell'Istituto Veneto di Medicina Molecolare (VIMM) ha messo a punto un metodo rivoluzionario per generare neuroni umani in laboratorio in tempi record. La tecnica, coordinata dalle professoresse Onelia Gagliano (Dipartimento di Ingegneria Industriale) e Cecilia Laterza (Dipartimento di Scienze Biomediche), permette di ottenere cellule nervose mature in soli 12 giorni, contro le 6-8 settimane richieste dai metodi tradizionali.
Idrogeno Verde: la sfida non è solo l'energia, ma l'acqua

Una ricerca svedese rivela un paradosso: produrre carburante pulito per l'industria potrebbe prosciugare le riserve idriche locali. Senza una pianificazione territoriale, la transizione climatica rischia di innescare nuovi conflitti per l'oro blu.
Il dilemma della sostenibilità
L'idrogeno "verde" è considerato il pilastro per decarbonizzare i trasporti pesanti e l'industria siderurgica. Tuttavia, il processo di elettrolisi — che scinde l'acqua in idrogeno e ossigeno usando energia rinnovabile — richiede enormi quantità di risorsa idrica.
Uno studio della Chalmers University of Technology, pubblicato su Nature Sustainability, avverte: produrre idrogeno vicino alle industrie e alle centrali rinnovabili è economicamente vantaggioso, ma spesso queste zone coincidono con aree dove l'acqua è già scarsa.
Cuore: scoperta la "chiave" per rigenerare i tessuti dopo un infarto

Un team internazionale coordinato dall'Università di Bologna e dall'IRCCS Policlinico di Sant'Orsola ha identificato un freno ormonale che impedisce al cuore di ripararsi. Rimuovendolo, le terapie rigenerative diventano drasticamente più efficaci.
Perché il cuore non si ripara da solo?
A differenza di altri organi, il cuore dei mammiferi perde la capacità di rigenerarsi quasi subito dopo la nascita. Quando i cardiomiociti (le cellule muscolari cardiache) muoiono a causa di un infarto, di un'infiammazione o di farmaci tossici, non vengono sostituiti da nuove cellule sane, ma da una cicatrice rigida (tessuto fibrotico).
Questo processo porta inevitabilmente all'insufficienza cardiaca: il cuore non ha più la forza necessaria per pompare il sangue in tutto il corpo.
Rinoceronti in salvo: il bracconaggio in Sudafrica crolla del 16%

La sinergia tra governo e grandi organizzazioni internazionali come il WWF sta invertendo una tendenza drammatica. Nel 2025, salvate decine di esemplari rispetto all'anno precedente.
Un raggio di speranza per la biodiversità
Il 2025 ha segnato un punto di svolta fondamentale per la sopravvivenza dei rinoceronti in Sudafrica. Secondo gli ultimi dati rilasciati dal Ministero dell’Ambiente, l’azione congiunta contro il traffico illegale ha portato a una riduzione del 16% degli abbattimenti rispetto al 2024.
Fotoni come Neuroni: la Luce simula la Memoria Umana in un chip quantistico

Un ponte tra Fisica Quantistica e Intelligenza Artificiale
Un team internazionale di ricerca, guidato dalle eccellenze italiane di Cnr-Nanotec, IIT e Sapienza Università di Roma, ha scoperto un legame profondo e inaspettato tra il comportamento delle particelle luminose e i processi cognitivi. Lo studio, apparso su Physical Review Letters, rivela come la luce possa replicare i meccanismi della memoria associativa, gettando le basi per computer del futuro ispirati direttamente al cervello umano.
L'eredità dei Nuragici: nel sangue dei sardi lo scudo genetico che sconfigge la malaria

Una millenaria guerra biologica ha lasciato una traccia indelebile nel DNA della Sardegna. Un team di scienziati del Cnr-Irgb e dell’Università di Sassari ha scoperto una variante genetica che funge da vera e propria "barriera" contro il parassita della malaria, aprendo prospettive inedite per la creazione di nuovi farmaci.
La scoperta: il gene CCND3 sotto la lente
Analizzando il profilo genetico di 7.000 volontari dell'Ogliastra (progetto SardiNIA), i ricercatori hanno individuato un mutamento specifico che influenza il gene CCND3, responsabile della produzione dei globuli rossi.
Intelligenza subacquea: i pesci pulitori superano i test cognitivi dei mammiferi

Una ricerca dell'Osaka Metropolitan University, pubblicata oggi 20 febbraio 2026, scardina i pregiudizi sulle capacità mentali dei pesci. Lo studio dimostra che il piccolo pesce pulitore (Labroides dimidiatus) non solo è in grado di riconoscere la propria immagine, ma utilizza lo specchio con una consapevolezza che finora credevamo riservata solo a delfini e primati.
Il "Test del parassita": una velocità sorprendente
Il team guidato da Shumpei Sogawa e Masanori Kohda ha invertito le regole del classico "test dello specchio". Invece di far abituare i pesci al riflesso per giorni, i ricercatori hanno applicato dei piccoli segni (simili a parassiti) sui pesci prima di mostrare loro lo specchio.
Nanoplastiche e fertilità: scoperto il legame che minaccia il sistema ormonale

Un nuovo studio internazionale, guidato dall'Università Statale di Milano in collaborazione con l'Università di Torino e la Queen Mary University of London, rivela come le particelle microscopiche di plastica possano infiltrarsi nei neuroni responsabili della nostra capacità riproduttiva. La ricerca, pubblicata sulla rivista Small, suggerisce che queste sostanze agiscano come pericolosi interferenti endocrini.
Il bersaglio: i neuroni della pubertà
Al centro dell'indagine ci sono i neuroni GnRH, le cellule cerebrali che orchestrano l'inizio della pubertà e regolano la fertilità attraverso il rilascio di ormoni specifici.
Utilizzando modelli cellulari avanzati (GT1-7 e GN11), i ricercatori hanno osservato un fenomeno inquietante: le nanoplastiche riescono a varcare la membrana cellulare, alterando profondamente il comportamento dei neuroni:
Blocco della migrazione: Nei neuroni immaturi (fondamentali durante lo sviluppo fetale), le particelle riducono la capacità di spostarsi verso la loro sede corretta.
Alterazione ormonale: Nei neuroni maturi, la plastica interferisce con la normale secrezione degli ormoni necessari alla riproduzione.
Medicina
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L'Universo ha un'età minima: le "nonne" della Via Lattea smentiscono Hubble
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