I numeri esistono. Sono meno comodi delle parole.
Nel 2024 le violenze sessuali denunciate in Italia sono state 6.831. Vent'anni fa erano quattromila. Il salto è arrivato dopo il 2020: da 4.500 a quasi 7.000 in quattro anni. Massimo storico. Quanto sia violenza in più e quanto sia silenzio in meno, non lo sa nessuno: secondo l'indagine Istat del 2014 solo una donna su nove denuncia.
Nel 2023 le persone denunciate per violenza sessuale sono state 5.832. Di cui stranieri 2.524, il 43%, da una popolazione che è circa il 9% dei residenti. Per abitante, il rapporto è di sette-otto a uno: 6 su 100.000 italiani contro 48 su 100.000 stranieri. Ed è fermo lì da dieci anni: la quota straniera oscilla fra il 40 e il 43% dal 2014. Il divario è reale. Non è nuovo. È il dato che tutti citano e che non spiega niente, perché mette insieme una popolazione vecchia, di cui metà sono donne e un quarto over 65, con una popolazione di giovani maschi. Fra chi viene denunciato per violenza sessuale, poco più di un terzo ha meno di 35 anni. Nella violenza di gruppo sono due terzi. C'è un solo posto dove il confronto è pulito, perché l'età è la stessa per tutti. I minorenni.
Nel 2022 le forze di polizia hanno denunciato o arrestato per violenza sessuale 132 minorenni italiani e 159 stranieri. Nel 2023, 138 italiani e 177 stranieri. La quota straniera è il 55% nel 2022 e il 56% nel 2023. Nella serie del Viminale, che parte dal 2010, gli italiani erano sempre stati di più, con una sola eccezione nel 2013.
Rapportato ai coetanei residenti, nel 2023 un ragazzo straniero tra i 14 e i 17 anni aveva dodici volte la probabilità di un italiano di finire denunciato.
Sono numeri piccoli. Centosettantasette persone. Basta un caso di gruppo per spostarli del dieci per cento. Ma la direzione è una sola: fra il 2022 e il 2023 le segnalazioni sono salite dell'8% e la quota straniera con loro. Non è un anno storto.
Non sono "i minori immigrati". In Italia i minorenni con cittadinanza straniera sono più di un milione. La grande maggioranza è nata qui, va a scuola qui, vive in famiglia. Per lo Stato restano stranieri fino ai 18 anni, perché la legge è quella del sangue e non del suolo. Stanno nella colonna "stranieri" delle statistiche, e nella colonna ci stanno quasi senza farsi notare.
Il 2023 è stato l'anno con più sbarchi dal 2016. Sono arrivati 18.820 minori non accompagnati. Maschi, quindici, sedici, diciassette anni. Senza genitori, senza rete, in centri di accoglienza spesso pieni oltre la capienza. Non sono residenti, quindi non stanno nel denominatore. Ma se vengono denunciati, stanno nel numeratore. Una parte della salita è questa. Aggiungendoli al conto, il tasso scende da 82 a 76 ogni centomila. Il rapporto con gli italiani resta a due cifre.
Il problema, quindi, ha un profilo preciso. Non un colore. Un'età, un sesso, una condizione: adolescenti maschi, arrivati da poco, soli.
Due cautele. La prima è la denuncia. Secondo l'Istat, una donna che subisce uno stupro fuori dalla coppia lo denuncia, se l'autore è italiano, nel 4% dei casi. Da uno straniero, nel 25%. Sei volte tanto. Per i minorenni l'effetto è probabilmente più forte: un gruppo di ragazzi stranieri in un parco viene visto e denunciato, più di un compagno di classe. Questo non azzera il divario. Lo riduce. Di quanto, nessuno lo ha misurato.
La seconda è il rovescio. Nella stessa fascia d'età stanno anche le vittime. Nel 2024 le vittime minorenni di violenza sessuale sono state 912, nell'88% dei casi bambine e ragazze. Nelle violenze di gruppo, fra le vittime femminili sotto i 35 anni, quasi metà ha tra i 18 e i 24 anni, e le bambine fino a 13 anni sono più che raddoppiate in quattro anni: dal 4% del 2020 al 10% del 2023.
Resta che la bambina di Bologna ha sei anni e cinque bambini l'hanno presa a calci senza motivo. Resta che nessuno sa chi siano. Resta che l'unica descrizione è uscita dalla bocca di una madre in un momento di panico e da lì è finita nei titoli.
E resta un numero, 177, che non dice quello che i titoli vorrebbero. Non dice che gli immigrati sono violenti. Dice che lo Stato ha in casa ventimila ragazzi soli e che una parte di loro fa quello che fanno i ragazzi soli. Quello si può contare. Quello si può cambiare.
Minorenni fra i 14 e i 17 anni denunciati o arrestati per violenza sessuale in Italia nel 2022 e nel 2023, per cittadinanza, con i tassi 2023 ogni 100.000 coetanei residenti al 1° gennaio 2024. Elaborazione di Scienzaonline su dati del Servizio analisi criminale, Ministero dell'Interno, «Criminalità minorile e gang giovanili» (2024); residenti Istat.
Fonti
Ministero dell'Interno, Servizio analisi criminale: "Analisi criminologica della violenza di genere" (2024), "I giovani e la violenza di genere" (maggio 2024), "Criminalità minorile e gang giovanili" (maggio 2024). Istat: banca dati Violenzasulledonne.Stat (dati-violenzadonne.istat.it), delitti denunciati dalle forze di polizia 2004-2024, indagine "Sicurezza delle donne" 2014 e 2025, popolazione residente per cittadinanza ed età. Cronaca di Bologna: Il Resto del Carlino, 5 settembre 2026. Dati sui minori vittime: Terre des Hommes, dossier indifesa 2025 su dati del Servizio analisi criminale. I tassi per 100.000 sono elaborazioni della redazione su denunciati e residenti Istat al 1° gennaio 2024; "stranieri" indica la cittadinanza, non l'origine, e include i nati in Italia da genitori stranieri; "italiani" include i naturalizzati.



