Come il ritiro dei ghiacciai influenza la diffusione delle malattie tra api domestiche e selvatiche

Emma Bariosco 31 Ago 2026


Un'indagine condotta dall’Università Statale di Milano nell’area proglaciale del Mont Miné, nelle Alpi svizzere, rivela come le trasformazioni del paesaggio dovute allo scioglimento dei ghiacciai possano alterare le interazioni tra impollinatori e flora locale, condizionando la trasmissione di patogeni tra api allevate (Apis mellifera) e specie selvatiche. Lo studio è stato pubblicato sulla rivista scientifica Oikos.

La ricerca è stata coordinata da Carlo Polidori (Dipartimento di Scienze e Politiche Ambientali) e Gianalberto Losapio (Dipartimento di Bioscienze) dell’Ateneo milanese, con il contributo di Andrea Ferrari (Libera Università di Bolzano), Giovanni Cilia (CREA-AA di Bologna) e la collaborazione della University of Lausanne.

Il laboratorio naturale del Mont Miné


L'area proglaciale della Val d’Hérens (Canton Vallese) ha offerto una panoramica completa del progressivo ritiro dei ghiacciai: dai terreni scoperti di recente, caratterizzati da vegetazione pioniera, fino alle zone dove il ghiaccio è scomparso da più tempo, ormai occupate da foreste mature.

I ricercatori hanno monitorato cinque agenti patogeni (tre virus, un microsporidio e un protozoo) nei due gruppi di impollinatori per analizzarne le modalità di contagio.

Le dinamiche di trasmissione e il ruolo della flora


Dalle analisi di laboratorio sono emersi i seguenti aspetti principali:

Differenze nella presenza di patogeni: Tutti e cinque i patogeni sono stati riscontrati nelle api domestiche, mentre solo due sono stati individuati nelle api selvatiche. Per uno dei virus analizzati, inoltre, i due gruppi presentavano ceppi differenti.

Separazione delle risorse alimentari: La scarsa sovrapposizione nei contagi è dovuta al fatto che le api domestiche tendono a concentrarsi su poche specie floreali poco visitate dalle api selvatiche. Questa preferenza limita i contatti indiretti sui fiori e riduce la trasmissione delle malattie.

Aumento dei virus nei terreni maturi: Nelle aree liberate dal ghiaccio da più tempo, dove la vegetazione è maggiormente strutturata, l'abbondanza di uno dei virus cresce in generale per tutte le api.

Impatti sul futuro della conservazione
I risultati indicano che l'evoluzione del paesaggio montano legata al riscaldamento globale potrebbe modificare le reti ecologiche, incrementando le occasioni di contatto tra le diverse specie e facilitando la circolazione dei patogeni.

Considerando che le stime attuali indicano la possibile scomparsa di quasi la metà dei ghiacciai mondiali entro il 2100, e dato il crescente spostamento di arnie gestite verso le zone di alta quota, comprendere queste dinamiche risulta indispensabile per pianificare corrette strategie di tutela degli impollinatori e della biodiversità.

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