In occasione della Giornata nazionale di prevenzione dello spreco alimentare, il WWF Italia lancia un monito: gettare cibo non è solo un paradosso etico, ma un'aggressione diretta alla biodiversità. Sebbene i dati del 2025 mostrino un timido progresso, la strada per allinearsi ai parametri internazionali è ancora lunga e in salita.


Al via il progetto SOURCE: una rivoluzione naturale a base di timo, limone e rosmarino per proteggere pesci, mare e consumatori.

Trasformare l’acquacoltura in un settore più green sostituendo i farmaci tradizionali con rimedi naturali: è questa la sfida di SOURCE (Sustainable and innOvative blUe food pRoduCtion under one hEalth approach). Il progetto di ricerca, guidato dall'Università di Pisa, ha l'obiettivo di abbattere l’impiego di antibiotici negli allevamenti ittici grazie all'uso dei fitobiotici, in particolare gli oli essenziali.

L'iniziativa, sostenuta dal Fondo Italiano per la Scienza (FIS2) con un finanziamento di 1,3 milioni di euro, si svilupperà nell'arco di un triennio, dal 2026 al 2029.


Uno studio condotto dall’Università Sapienza di Roma in collaborazione con la Fondazione Santa Lucia IRCCS ha rivelato un retroscena inedito sul funzionamento della nostra mente: la rappresentazione spaziale del tempo non è una funzione predefinita, ma una "strategia di riserva" che il cervello attiva quando i suoi orologi interni perdono precisione.

Il tempo nel linguaggio: una mappa invisibile
Nel quotidiano, usiamo costantemente lo spazio per descrivere il tempo: diciamo di "lasciarci il passato alle spalle" o muoviamo le mani da sinistra verso destra per indicare un prima e un dopo. Persino la fisica di Einstein ci parla di "spaziotempo". Ma perché accade? È una predisposizione naturale o un trucco evolutivo?


Una nuova tesi di dottorato presso l’Università di Jyväskylä (Finlandia) ha esplorato il potenziale dei composti di origine vegetale nel neutralizzare i virus che colpiscono l'uomo. Lo studio non si è limitato all’analisi delle sostanze in sé, ma ha anche testato con successo l'integrazione di estratti vegetali e derivati del legno all'interno di materiali d’uso comune. I risultati aprono la strada a soluzioni antivirali innovative per la sanità e la vita quotidiana.

I virus capaci di mutare rapidamente e diffondersi su larga scala rappresentano una sfida costante per la salute pubblica, come dimostrato dalla pandemia di COVID-19. Nonostante i progressi in campo vaccinale, molti patogeni restano privi di cure specifiche, rendendo urgente lo sviluppo di nuove strategie per abbatterne la carica infettiva.


Uno studio dell’Università di Padova rivela che le fallacie cognitive, finora attribuite ai primati, influenzano le scelte decisionali anche degli organismi acquatici.

Prendere la decisione giusta in situazioni di incertezza non è semplice, nemmeno per noi umani. Spesso cadiamo in veri e propri "tranelli mentali", noti come fallacie cognitive, che ci spingono a valutare in modo errato le probabilità di successo. Uno dei casi più celebri è il paradosso di Monty Hall, ispirato a un quiz televisivo: davanti a tre porte (una con un premio e due vuote), dopo che il conduttore ne apre una perdente, la statistica suggerisce che cambiare la propria scelta iniziale raddoppi le possibilità di vittoria. Eppure, la maggior parte delle persone decide di restare sulla posizione di partenza, commettendo un errore logico.


Una ricerca d'avanguardia, guidata dal Consiglio Nazionale delle Ricerche (Cnr) in sinergia con le Università di Urbino e Parma, ha impiegato la tecnologia del 'nanomotion sensing' per decodificare in tempo reale le dinamiche vitali dello Staphylococcus aureus. Questo microrganismo, tristemente celebre per la sua elevata resistenza ai farmaci, è stato monitorato attraverso l'analisi dei suoi nanomovimenti e delle sue funzioni metaboliche. I risultati, apparsi sulla prestigiosa rivista Scientific Reports, promettono di rivoluzionare l'approccio terapeutico contro le infezioni batteriche più ostinate.

La donna dell'epoca vichinga aveva due conchiglie di capasanta posizionate vicino alla bocca. Nessuno ne conosce il motivo. Foto: Ellen Grav, Museo Universitario NTNU

 


Un ritrovamento eccezionale a Bjugn rivela rituali funerari mai visti prima e resti umani in perfetto stato di conservazione.
Il terreno di Bjugn, nella contea di Trøndelag, ha restituito un tesoro archeologico che sta lasciando la comunità scientifica senza parole. Quello che era iniziato come un semplice segnale sul metal detector dell’appassionato Roy Søreng, si è rivelato essere la sepoltura di una donna vichinga dell’IX secolo, conservata con una cura tale da permettere analisi finora impensabili.


Un innovativo studio rivela che la mente può "accendere" o "spegnere" le sensazioni tattili in base a ciò che riconosciamo come parte di noi.
Percepire un tocco non è solo una questione di recettori cutanei: è il frutto di una complessa elaborazione cerebrale legata all'identità corporea. Una ricerca condotta in sinergia tra il Manibus Lab dell'Università di Torino e l’Università di Milano-Bicocca, pubblicata sulla prestigiosa rivista PNAS (Proceedings of the National Academy of Sciences), dimostra che il cervello funziona come un vero "regista" della sensibilità, filtrando gli stimoli in base al senso di appartenenza del corpo.

Una nuova ricerca internazionale, che include il contributo di studiosi italiani, rivela che la zanzara Culex pipiens form molestus, capace di trasmettere il virus del West Nile all'uomo con la sua puntura, si è evoluta e adattata agli ambienti antropizzati tra 1.000 e 10.000 anni fa, probabilmente nell'Antico Egitto.

Lo studio smentisce la teoria precedente che la voleva originaria delle metropolitane europee.Emergenza Sanitaria in Italia (2025).

 

Un team di ricerca internazionale, con la partecipazione di studiosi italiani del Consiglio Nazionale delle Ricerche (Cnr-Ibf e Cnr-Isp), ha analizzato e spiegato le ragioni del fenomeno di riflessione straordinario che rende celebre la piana salata del Salar de Uyuni in Bolivia.

Lo studio, che combina per la prima volta i dati del programma Copernicus con osservazioni dirette sul campo (in situ), è stato pubblicato sulla rivista scientifica Communication Earth & Environment del gruppo Nature.

 

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