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Teoria dei giochi ed economia: quando gli attori sono piu' prudenti, il sistema economico diventa piu' imprevedibile

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Pierpaolo Battigalli

 

In una nota su Econometrica Battigalli, Cerreia-Vioglio, Maccheroni e Marinacci dimostrano che l'avversione all'incertezza, in una situazione di interazione strategica tra attori, ha l'effetto controintuitivo di rendere gli esiti più difficili da prevedere . In A Note on Comparative Ambiguity Aversion and Justifiability (in Econometrica, Vol 84, Issue 5, 1903-1916, DOI: 10.3982/ECTA14429), Pierpaolo Battigalli, Simone Cerreia-Vioglio, Fabio Maccheroni e Massimo Marinacci del Dipartimento di Scienze delle decisioni della Bocconi tornano ad analizzare gli effetti dell’avversione all’incertezza sui processi decisionali, come avevano già fatto di recente in un articolo sull’American Economic Review.

 

Car sharing: ecco le città più condivisibili

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Un team di ricercatori di Istituto di informatica e telematica del Cnr, Mit, Cornell University e Uber ha utilizzato i big data per predirne l’effetto in 30 città: lo studio potrebbe fornire indicazioni per trasformare il futuro del trasporto a livello globale. Milano ha un potenziale di condivisione dei viaggi cinque volte maggiore di Roma. A livello globale, ai primi posti New York e Vienna.  La ricerca pubblicata su Nature Scientific Reports.

Un gruppo di ricercatori dell’Istituto di informatica e telematica del Consiglio nazionale delle ricerche (Iit-Cnr), del Mit, della Cornell University e della società Uber ha utilizzato una quantità senza precedenti di dati sulla mobilità per predire le potenzialità del ride-sharing in 30 città globali. Attraverso l’analisi di oltre 200 milioni di viaggi di taxi effettuati a New York, Singapore, San Francisco e Vienna, i ricercatori hanno scoperto le leggi della mobilità condivisa che possono essere applicate a qualsiasi città. La ricerca, pubblicata nel numero di marzo 2017 della rivista Nature Scientific Reports, potrebbe fornire indicazioni per trasformare il futuro del trasporto a livello globale.

 

L'empatia non è determinante nelle decisioni difficili

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COMUNICATO STAMPA
L’empatia influisce sulle reazioni emotive scaturite da decisioni difficili, ma non determina tali decisioni
Una ricerca SISSA ridimensiona la componente emotiva nelle decisioni morali

 

L’empatia e la capacità di comprendere e rendere esplicite le emozioni che proviamo non influiscono sulle nostre decisioni morali. Questo è quanto suggerisce un nuovo studio pubblicato sulla rivista Social Neuroscience e guidato dalla neuroscienziata della SISSA Marilena Aiello. Le nostre scelte non dipendono dalla nostra empatia. Quello che cambia, invece, è il coinvolgimento emotivo, più marcato nelle persone più empatiche. Soprattutto se si sceglie di prendere delle decisioni scomode pur di massimizzare il benessere comune.

 

 

Le donne sono la chiave per costruire un mondo libero da fame e povertà

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Ma la disuguaglianza di genere mette un freno allo sviluppo sostenibile.

Raggiungere la parità di genere e dare maggiori strumenti alle donne non è solo la cosa giusta da fare, ma è un ingrediente fondamentale nella lotta contro la povertà estrema, la fame e la malnutrizione, ha affermato oggi il Direttore Generale della FAO José Graziano da Silva, intervenendo ad un evento ad alto livello co-organizzato dalla FAO, dalla Commissione europea e dalla Presidenza slovacca del Consiglio dell'Unione Europea, in collaborazione con il Fondo Internazionale per lo Sviluppo Agricolo (IFAD), con il Programma Alimentare Mondiale (WFP) e con UN Women.

 

Torna la NASA Space Apps Challenge

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NASA Space Apps Challenge: ci siamo! Torna l’hackathon giunto alla terza edizione che si svolgerà in contemporanea mondiale in oltre 130 città i prossimi 10, 11 e 12 Aprile.

 

Lo Spazio al servizio dell’ambiente

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È stato firmato ieri un accordo tra l’Agenzia Spaziale Italiana e l'Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale (ISPRA): per cinque anni ci sarà una strategia condivisa per l’osservazione della Terra. Verranno identificate le priorità in materia ambientale che possono essere affrontate attraverso l’utilizzo delle tecnologie e delle infrastrutture spaziali dell’ASI.

 

L'Università di Foggia attiva insegnamento di “Indagini tecnico scientifiche”. E da gennaio via a un master in “Criminologia e psicologia investigativa”.

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Da settembre via all'unico esame del genere istituito tra tutti i Dipartimenti di Giurisprudenza delle Università italiane, all'insegnamento prenderanno parte anche esperti delle forze armate nelle investigazioni scientifiche: tra i casi oggetto di studio le sentenze Knox, Sollecito e i delitti Poggi e Gambirasio.

Nel Corso di Laurea magistrale in Giurisprudenza e di quello triennale in Operatore della Pubblica Amministrazione, dal prossimo 22 settembre prenderà il via l'insegnamento in “Indagini tecnico scientifiche” curato dalla prof.ssa Donatella Curtotti (che garantirà agli studenti che lo frequenteranno 6 CFU, Crediti formativi universitari). Si tratta dell'unico esame del genere istituito tra tutti i Dipartimenti di Giurisprudenza delle Università italiane, nel senso che esistono altri precedenti ma sono stati incardinati in altri Dipartimenti (perlopiù Medicina) quindi didatticamente strutturati in chiave scientifica e non investigativa. «L’insegnamento di “Indagini tecnico scientifiche”, primo in Italia per l’interdisiciplinarietà della didattica, intende fornire allo studente le capacità di conoscere sia le peculiarità giuridiche di tale tipo di prova che le recenti tecniche investigative rapportate alla diversa tipologia di tracce del reato attraverso l’ausilio di esperti del settore – dichiara la prof.ssa Donatella Curtotti, associata di Procedura Penale presso il Dipartimento di Giurisprudenza dell'Università di Foggia –. Oggigiorno, il rischio di errori è meno accentuato rispetto al passato».

 

Rinascita della Citta’ della Scienza di Napoli

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Abstract

Gravità e drammaticità di un atto, per taluni aspetti simbolico, in una Napoli che non trova pace. Cultura, Musei e diffusione delle conoscenze scientifiche contro la barbarie che ha distrutto lo scorso quattro marzo la Città della Scienza di Napoli, il Complesso sorto negli anni Novanta del Novecento nell’ex Area industriale dell’ITALSIDER di Bagnoli (Na).

Il rogo, che ha cancellato soprattutto l’Area museale del Complesso (lato mare) di 12 mila metri quadrati di superficie della Città della Scienza di Napoli, può essere classificato come un vero atto di barbarie culturale che offende tutti. L’incendio – quasi certamente di origine dolosa, considerata la dinamica dello sviluppo delle fiamme in più parti del Complesso stesso – ha ridotto in cenere non solo un Organismo culturale per la diffusione delle conoscenze, ma soprattutto un simbolo etico della Napoli scientifica e culturale. Un Organismo, fiore all’occhiello della Napoli di ingegno, la Napoli colta e produttiva che aveva inteso negli anni Novanta la sua Città della Scienza come un esempio di riscatto sociale, un messaggio al Paese.

 

Il Direttore Generale della FAO ricorda l’Ambasciatrice di Buona Volontà Rita Levi Montalcini

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La grande scienziata e Premio Nobel è stata una “sostenitrice instancabile di un mondo libero dalla fame”

Roma, 31 dicembre 2012 - "La scomparsa della scienziata e Premio Nobel Rita levi Montalcini ci ha privato di una sostenitrice appassionata ed instancabile di un mondo libero dalla fame", ha dichiarato oggi il Direttore Generale della FAO José Graziano da Silva, commemorando la morte di Rita Levi Montalcini, Ambasciatrice di Buona Volontà della FAO dal 1999.

"La Professoressa Montalcini è stata riconosciuta internazionalmente come una delle menti più brillanti e feconde.  Alla FAO abbiamo avuto il piacere e l'onore di conoscerla anche come un'amica saggia e generosa, impegnata in prima persona nella lotta per un mondo libero dalla fame", ha affermato Graziano da Silva.

"La FAO le sarà sempre riconoscente per aver contribuito personalmente a mantenere l'impegno di porre fine a fame, malnutrizione e povertà estrema all'ordine del giorno dell'agenda internazionale", ha poi aggiunto.

Rita Levi Montalcini, medico e neurobiologa, nel 1986 è stata insignita del Premio Nobel per la medicina e nominata senatrice a vita della Repubblica Italiana.  In veste di Ambasciatrice di Buona Volontà della FAO ha scritto articoli ed editoriali sull'emergenza fame ed ha partecipato con regolarità a tutti gli eventi ad alto livello della FAO.

In uno dei suoi interventi più recenti la Montalcini si è rivolta in modo particolare ai giovani esortandoli ad impegnarsi maggiormente nell'eliminazione della fame da lei definita "una tragica realtà".

Foto: Presidenza della Repubblica

 

 

Resistenza umana per i diversamente occupati

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I risultati dei più recenti studi pongono al primo posto nella classifica dei desideri degli italiani “il lavoro”, che ha scavalcato nella graduatoria quello che per lungo tempo lo aveva preceduto: la casa, elemento che certo non stupisce se messo in relazione ai dati sulla disoccupazione giovanile nel nostro Paese.
In Italia un giovane su 3 non lavora. Questo dato diviene ancora più preoccupante se ad essere considerate sono specifiche categorie quali disoccupazione del meridione e femminile per cui il lavoro non è più un dovere, nè un diritto ma solo una chimera.
Motivo di preoccupazione non è solo l'assenza o comunque la forte carenza di domanda di lavoro, ma soprattutto lo svilimento e la negazione che questo diritto subisce.

 

Un coraggio davvero universale

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“I diritti umani rappresentano le fondamenta di libertà, pace, sviluppo e giustizia”, con queste parole si è aperto il messaggio del Segretario Generale delle Nazioni Unite Ban Ki-moon, in occasione della Giornata Mondiale dei Diritti Umani celebrata il 10 dicembre 2010. Una giornata in cui il sessantaduesimo anniversario della firma della Dichiarazione Universale dei Diritti Umani e' stato ancora una volta occasione per creare un ponte virtuale tra il coraggio di coloro che alla fine del secondo conflitto mondiale hanno redatto il documento considerato la più alta manifestazione del "consensus omnium gentium", ed il coraggio di coloro che ogni giorno si battono in ogni angolo del pianeta per affermarne i principi ivi sanciti.

Politici, giornalisti, appartenenti alle organizzazioni non governative o singoli individui che costituiscono una società civile transnazionale che quotidianamente si confronta con violazioni, abusi, pregiudizi ed indifferenza. Il livello di tutela dei diritti umani e' differente nelle diverse aree del globo. Il Continente europeo rappresenta un modello per le organizzazioni internazionali a carattere regionale impegnate nella tutela dei diritti in generale.

 

Il bacio di Selene

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in Fantascienzaonline

 

ATENE, IV SECOLO A.C.

“Guardala. Guarda quanto è bella.”

“Sì, maestro, anche se… c’è qualcosa che mi inquieta, nella luna piena. Come se qualcuno ci osservasse. Una donna.”

“Una donna, dici?”

“Una grassa donna dai seni enormi e cadenti. Con le braccia tese verso di noi, un sorriso affettuoso e invitante, e gli occhi… occhi così chiari da risplendere nel cielo oscuro, occhi in cui i mortali rischiano costantemente di perdersi fino a dimenticare tutto il resto.”

“Potrebbe essere Selene, la donna a cui alludi. Quando la luna è piena, Selene si fa un po’ più vicina a noi. Una regina che è forse più autentica di tanti monarchi del nostro tempo, non trovi?”

“Non… non capisco.”

 

Guerra civile

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in Fantascienzaonline

Era convinta che sarebbe arrivata per prima. Quando Cinzia entrò nella stanza che presto avrebbe ospitato la riunione del pomeriggio, vide qualcosa che non si sarebbe mai aspettata di trovare. Posto nel centro esatto del tavolo, come una decorazione o un vaso di fiori. Un bambino. C’era qualcosa di insolito, bizzarro in lui. Dalla statura e dall’aspetto gli si sarebbero dati non più di cinque o sei anni. Un ragazzino robusto, colorito, all’apparenza in ottima salute. Eppure non correva, non saltellava, non si lamentava di trovarsi lì tutto solo. L’intrusione di Cinzia lo lasciò totalmente indifferente. Gli unici movimenti che compiva quasi meccanicamente erano quelli della mano e della testa, intenti rispettivamente a voltare e a leggere le pagine di un gran librone di fiabe pieno di vivaci e suggestive illustrazioni.
Cinzia si guardò intorno. Come era arrivato lì quel bambino? Doveva avercelo portato qualcuno che avesse le chiavi della stanza, un vecchio e squallido appartamento che una volta fungeva da ripostiglio. Un locale un tempo governato dalla polvere e abitato da oggetti inutili e dimenticati. Ora che da qualche anno era stato sgomberato e adibito a sala per le riunioni condominiali, aveva cambiato sia regime che sudditanza. Era sempre il posto più trascurato e angusto dell’intero palazzo, ma adesso senza alcun dubbio era anche il più odiato. Ora a regnare erano i conflitti e le meschinità, e a risiedervi saltuariamente le urla, le imprecazioni e gli insulti che costituivano il principale passatempo comune degli inquilini.

 

Il verdetto di un’epoca

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in Fantascienzaonline

Io mi preoccupo della mia epoca. Fino a qualche secolo fa, una simile affermazione avrebbe potuto apparire scontata. Ma oggi, ora, in questo momento, non più. E’ l’errore fondamentale dell’essere umano, il dare troppe cose come sicure, assolute e naturali. Poi arriva il diverso, l’elemento destabilizzante che ci mette in crisi. Con un gesto distratto ma ugualmente devastante, in un attimo frantuma il fragile e imperfetto castello di sabbia delle nostre convinzioni. E mentre noi arranchiamo e boccheggiamo storditi, troppo confusi per dare ascolto alla ragione, in assenza di altri punti di riferimento ci lasciamo sedurre dalla paura. E senza che ce ne rendiamo conto, il diverso è già diventato il nemico. Il nostro nemico. Perché mi tormento con pensieri del genere? Non dovrei permettere a dubbi irrazionali di influenzare le mie decisioni. L’incertezza fine a se stessa è la peggior malattia di un buon giudice. Ormai, che mi piaccia o no, sono vecchia, e ho portato avanti la mia esistenza seguendo punti di riferimento che sarebbe pericoloso e assurdo rimettere in discussione proprio adesso.

 

Crisi di identita’

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in Fantascienzaonline

Giorno: 22 novembre Ore: 3 a.m.

 

La prima regola di uno scrittore che voglia durare più di un tronfio romanzo e qualche scarna poesiola, è quella di non affezionarsi mai a ciò che scrive. Ecco, lo stesso forse dovrebbe valere per il proprio corpo. Più lo vizi e lo soffochi di attenzioni, più lo eleggi a improbabile ricettacolo di una fatua perfezione, più quello, inevitabilmente, ti tradirà con le sue beffe subdole, con i suoi acidi capricci.
Per “La Stanza”, al secolo Emil Moore, le alternative erano due, se sperava di sopravvivere alla croce di una fragile fisicità. Rinnegarla completamente, e questo sarebbe stato o un suicidio, o un patetico tentativo di auto inganno. Oppure trasformarla in uno strumento, come la maniglia di una porta, un noioso ma inevitabile tramite per “qualcos’altro”. Emil aveva scelto questa seconda opzione.

 

 

Ambiente e salute: aspetti etici in epidemiologia ambientale

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Abbiamo già avuto occasione di tratteggiare gli elementi generali del rapporto tra etica e ambiente. Si tratta di un legame profondo, che richiede grande attenzione da parte degli operatori di sanità pubblica. Così come, infatti, è ormai comune consapevolezza che la difesa della salute passa attraverso la tutela dell’ambiente, appare altrettanto evidente che ambedue le sfere non possono sfuggire ad una rigorosa disamina degli innumerevoli e fondamentali problemi etici connessi. Ma non basta. Esistono aspetti specifici di questo legame che meritano ulteriori approfondimenti. Uno di questi è rappresentato dall’ etica in epidemiologia ambientale un settore che, lungi dall’essere considerato come un ambito troppo specifico, sta ormai assumendo la dignità di una vera e propria branca a sè della bioetica. Ma perchè? E quali sono gli aspetti in gioco nella riflessione etica sui temi dell’epidemiologia ambientale?

 

Una ragione valida

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in Fantascienzaonline

“Date all’uomo un perché e lui potrà superare qualsiasi come”. Ma basta, per favore! Basta con i luoghi comuni, con le frasi fatte. Sonia non ce la faceva davvero più. Eppure era quello il suo lavoro. Non ciò che era diventato, come le sarebbe piaciuto credere, ma ciò che era sempre stato. Tirar fuori dalla propria bocca, ogni giorno più vecchia, ogni giorno più stanca, un grande mare di banalità. Del resto, doveva interloquire con i suoi ascoltatori, tutti quelli che telefonavano erano gente comune, normale, e alla gente normale piace quando qualcuno parla per banalità. Gente normale. Ecco un altro luogo comune. Chiamavano in tanti, ognuno con problemi apparentemente diversi, eppure sempre con qualcosa in comune: non erano soddisfatti della loro vita. Così componevano il numero del programma di Sonia e si sfogavano. E lei rispondeva. La radio di Sonia, la voce del pomeriggio, il punto di riferimento per chissà quanti casi umani dell’intera regione.

 

Etica e scienza tra confronto e scontro

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Dal caso di Eluana Englaro al  ritorno al finanziamento pubblico della ricerca sulle cellule staminali
embrionali recentemente deciso da Barack Obama, i richiami all'etica, in particolare religiosa, o meglio cattolica, si sono fatti sempre più pressanti, coinvolgendo in Italia, ma non solo, il mondo politico e istituzionale. E così, argomenti scientifici vengono posti come problemi etici, con i loro pro e contro e con non poche contraddizioni.
 

La lunga notte

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Fu uno scatto rigido, improvviso, molto sgradevole, quello con cui si fermò l’autotrasporto clandestino alle otto e mezza di una grigia e stagnante sera d’estate. Era un veicolo enorme, decadente, traballante, vecchio come l’emarginazione e il pregiudizio. La brusca frenata faceva da degna coronazione a un viaggio interminabile e atroce per chi era costretto a percorrerlo. Gli autotrasporti clandestini seguivano sempre strade tortuose, pericolanti e desolate abbastanza da non correre il rischio di essere intercettati dalle squadre di polizia o da qualsivoglia genere di occhio indiscreto.

 

Gabbie

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in Fantascienzaonline

Anja si sistemò sulla fredda sedia in ferro battuto, proprio di fronte a Ehmud. Lui scrisse con uno degli ultimi gessetti rossi il passo da leggere sulla lavagna grigia. Guardò la bambina sollevare da terra l’immenso libro di testo e poggiarlo sopra il consunto tavolino di legno rosicchiato dai tarli che fungeva da banco. Tutto era vecchio in quella grande stanza. Tutto tranne Anja. Ormai lei e Ehmud si trovavano in quella prigione sotterranea da alcuni mesi. Le loro lezioni nella sala centrale, quella adibita allo studio, si svolgevano quotidianamente. Ehmud sentiva l’energia delle membra venirgli ogni giorno meno, e perfino la propria folta e arruffata barba bianca cominciava a sembrare un fardello da dover trascinare, piuttosto che un sigillo di autorità e saggezza. Invece Anja non invecchiava. Cresceva. Ogni lezione aumentava il suo sapere. Ma il focolare interiore di quella deliziosa creatura, la vitalità che emanava ad ogni respiro, l’entusiasmo che travasava anche dal gesto più insignificante erano in grado di far commuovere Ehmud, di infondergli un nuovo, inestinguibile vigore. Quando guardava gli occhi limpidi della bambina brillare di curiosità e aspettative al centro del viso dolce e minuto, Ehmud era convinto di poter capire come si sentisse Mosé mentre contemplava il roveto ardente.

 

Empatia

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Freddo. Glaciale, penetrante. Odore di umidità e legno marcito. Tenebre oscure, come eterni e insondabili disegni. Fuori, la pioggia. Non faceva altro che piovere, da un po’ di giorni a quella parte. C’è chi avrebbe trovato una simile evenienza tetra, o squallida, o sfortunata. Ma a Antonio Silvera, meglio noto come Empath, la pioggia era sempre piaciuta. Vedere la perfezione azzurra del cielo intaccata dall’addensarsi progressivo delle nubi, fino a quel lungo, straziante pianto di orgoglio sconfitto, lo faceva sentire bene. Come un meraviglioso errore commesso dalla volta celeste. Circondato da assi molli e travi pericolanti, Empath ora sedeva sul pavimento polveroso di quello che un tempo era stato il piano di sopra di una splendida, ricca casa di un’altrettanto prestigiosa famiglia, e che ora si riduceva a una baracca diroccata e fatiscente, in attesa disperata dell’eutanasia di una demolizione. Al centro, un enorme crollo di qualche anno prima permetteva una buona visuale del piano sottostante. Buona, per chi fosse pratico dell’appartamento e abituato a quell’oscurità.

 
 
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telematica quotidiana 229/2006 del 08/06/2006
mensile per mezzo stampa 293/2003 del 07/07/2003
Pubblicato a Roma – Via A. De Viti de Marco, 50 – Direttore Responsabile Guido Donati

 

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