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Orbita a rischio febbre

Nuove ricerche prendono di mira il sistema immunitario degli astronauti sulla ISS: la microgravità, avvertita dal corpo umano come situazione stressogena, li espone a maggiori rischi per la salute a causa di un deficit immunitario. Viaggi spaziali, occhio all’influenza. Ammalarsi non è divertente per nessuno ma per alcuni può rappresentare un serio problema, soprattutto se il dottore non è propriamente a portata di mano: lo sanno bene gli astronauti che abitano la Stazione Spaziale che, vivendo in condizioni di microgravità per lunghi periodi, sono maggiormente esposti al rischio di stress immunitario e perciò più soggetti a malattie. Proteggere la salute dell’equipaggio in orbita sopra la Terra e, in prospettiva futura, abilitare nuove leve a impegnative crociere alla volta di Marte, è una priorità per la NASA quanto per le altre Agenzie spaziali. Recenti ricerche, condotte a bordo del laboratorio ISS, esaminano dettagliatamente il sistema immunitario degli astro-esploratori residenti, con l’obiettivo di comprendere le risposte del corpo umano allo spazio e la suscettibilità del gruppo astronauti alle malattie.

 

Ionosfera col segno meno

Una nuova ricerca, basata sulle osservazioni di una tempesta solare del 2014, sosiene che le attività violente della nostra stella possono generare un esubero o un impoverimento di elettroni nella ionosfera terrestre. I rischi per le comunicazioni però restano

Cortocircuito negativo nell’alta atmosfera terrestre? Occhio alle tempeste solari. Che le attività violente in atto sulla nostra stella fossero responsabili di un eccesso di particelle cariche, distribuite in corrispondenza dei poli terrestri - con un conseguente disturbo alle comunicazioni, ai sistemi di navigazione e alle reti elettriche - era cosa nota nell’ambiente. La novità ora sarebbe che al temperamento esplosivo del Sole sarebbe imputabile anche dell’effetto opposto. Secondo un recente studio, condotto da un gruppo internazionale di ricercatori e apparso recentemente sulla rivista Radio Science, le “turbolenze” del nostro astro madre possono anche indurre alla fuga le particelle dotate di carica elettrica negativa. Generando un identico il risultato: danni alle costellazioni satellitari, ai sistemi radio e alle reti energetiche.

 

Ritratto di sistema planetario in formazione

Il disco di polvere che circonda la giovane stella HD 169142 ripreso da ALMA (Atacama Large Millimeter/submillimeter Array) dell’ESO

 

Un team di ricercatori guidati da Davide Fedele, dell’Istituto nazionale di astrofisica di Firenze, ha individuato la traccia della presenza di due pianeti in formazione attorno alla giovane stella HD 169142, distante da noi circa 470 anni luce. I due pianeti avrebbero masse paragonabili a quella del nostro Giove. Il disco di polvere che circonda la giovane stella HD 169142 ripreso da ALMA (Atacama Large Millimeter/submillimeter Array) dell’ESO. Gli anelli vividi sono ampie strisce di polvere, separate da profondi spazi vuoti. Crediti: ALMA (ESO / NAOJ / NRAO)/ Fedele et al Grazie alle dettagliate riprese del telescopio Alma (Atacama Large Millimeter-submillimeter Array) dell’Eso, un team internazionale di ricercatori guidati da Davide Fedele, dell’Istituto Nazionale di Astrofisica di Firenze, ha individuato la traccia della presenza di due pianeti in formazione attorno alla giovane stella Hd 169142, distante da noi circa 470 anni luce e situata in direzione della costellazione del Sagittario. I due pianeti avrebbero masse paragonabili a quella del nostro Giove.

 

Prossima fermata Venere

NASA e IKI progettano i prossimi passi di Venera D, la missione spaziale deputata all'esplorazione ddi Venere, pronta a volare nel 2026. L'obiettivo sarà studiare il suo clima grazie all'uso di un orbiter, un lander e un veicolo che plani nell'atmosfera.

Washington e Mosca fanno rotta su Venere. L’Agenzia spaziale americana e la IKI - Russian Academy of Sciences’ Space Research Institute – sono a lavoro per stilare l’agenda dei prossimi appuntamenti con lo spazio: il primo obiettivo condiviso sarà definire i prossimi passi per lo sviluppo della missione Venera D – la prima sonda con destinazione Venere progettata per essere lanciata nel 2026 dalla Russia ed erede della generazione delle Venera, spedite dalla vecchia Unione Sovietica.

 

Poca "oscurità" nell'Universo remoto

 

Uno studio condotto sulla base delle rilevazioni dell'osservatorio ESO VLT, svela che nelle galassie più distanti e antiche la materia oscura scarseggia mentre la fa da padrona nei dintorni della Via Lattea. La ricerca si basa sul calcolo delle velocità di rotazione.

Quanto “pesa” la materia oscura ai confini del cielo? Meno del previsto, a quanto sembra. Un gruppo internazionale di ricerca, guidato da Reinhard Genzel del Max Planck Institute for Extraterrestrial Physics, ha utilizzato gli strumenti KMOS and SINFONI istallati sul Very Large Telescope dell’ESO per misurare la velocità di rotazione di sei galassie massive e brillanti nell’Universo remoto, a caccia di indizi sulla misteriosa componente di cui si fa un gran parlare… ma che nessuno ha mai visto. A differenza infatti della cosiddetta materia normale - composta da stelle scintillanti, gas incandescente e polvere – l’elusiva materia oscura non è facile da individuare: non emette o assorbe né riflette luce e la sua presenza può essere presunta solo a partire dagli effetti gravitazionali che genera sugli oggetti che circonda.

 

CASSINI SCIENTIST FOR A DAY IL CONCORSO CHE TI FA DIVENTARE SCIENZIATO PER UN GIORNO

 

Il concorso “Cassini Scientist for a Day” è una gara internazionale, indetta dalla NASA e promossa in europa dall’Agenzia Spaziale Europea (ESA), rivolta ai ragazzi di scuole medie e superiori. Ogni anno i ragazzi hanno la possibilità di avvicinarsi al lavoro dello scienziato studiando tre immagini prodotte dalla missione Cassini, che si trova in orbita attorno a Saturno dal luglio del 2004.

Gli studenti sono invitati a produrre un elaborato di massimo 500 parole (in italiano o in inglese), spiegando quale dei tre obiettivi scientifici otterrà secondo loro i risultati più interessanti e perché.

PER SAPERNE DI PIÙ, VISITA LA PAGINA DEL CONCORSO, E CONSULTA IL REGOLAMENTO.

https://cassinisfditaly.wordpress.com/

 

 

Sette pianeti per Trappist-1

Rappresentazione artistica del sistema formato da Trappist-1 e i suoi sette pianeti rocciosi.


Grazie a un’intensa campagna osservativa, condotta con telescopi terrestri e spaziali, un team internazionale di ricercatori ha scoperto che la stella Trappist-1 ospita almeno sette pianeti, tutti di dimensioni simili alla Terra. I dati mostrano che, potenzialmente, sono tutti e sette in grado di ospitare acqua allo stato liquido. Sale a sette il conto dei pianeti terrestri in orbita attorno a Trappist-1, la nana rossa ad appena 40 anni luce da noi. È passato poco più di un anno dall’annuncio della scoperta di tre pianeti di dimensioni simili alla Terra in orbita attorno a questa stella fredda e di piccola taglia, e oggi, grazie a uno studio condotto con telescopi terrestri e spaziali, scopriamo che la nostra “vicina” di casa ospita un sistema planetario molto più ricco del previsto.

 

EXIS vede il Sole che brilla

 

Lo strumento a raggi X e ultravioletti, imbarcato sul satellite geostazionario GOES-16 della NASA, ha seguito il brillamento del 21 gennaio scorso. I suoi dati, elaborati dal centro di meteorologia spaziale americana, saranno utili per migliorare la nostra conoscenza delle attività solari e mettere in atto strategie di prevenzione

 

Mercurio, "messaggero" di ghiaccio

 

Stando ai dati raccolti dalla sonda MESSENGER i depositi d'acqua ghiacciata nascosti nelle profondità dei crateri di Mercurio proverrebbero dalle comete nate nella cintura di Kuiper. Il liquido si sarebbe solidificato con le basse temperature raggiungendo uno spessore di 50 metri

 

'Novilunio' per Giove

La camera in luce visibile a bordo di Juno ha raccolto dati nel corso del terzo flyby. Le informazioni collezionate sono state elaborate in un'immagine che mostra il pianeta che sorge dal buio, con le sue tempeste ovali e la Grande Macchia Rossa

Il gigante gassoso Giove simile a una luna che emerge dal buio cosmico sfoggiando il suo primo quarto. È ancora lui il soggetto in primo piano delle cartoline dallo spazio firmate JunoCam, la camera operante nella luce visibile a bordo della missione NASA Juno.
Il nuovo scatto è stato realizzato dallo scienziato in erba Roman Tkachenko sulla base dei dati raccolti dalla sonda americana durante un sorvolo ravvicinato. A rendere riconoscibile il profilo del quinto pianeta del Sistema Solare, la Grande Macchia Rossa – il longevo anticiclone che spazza la superficie aliena da 300 anni almeno - e un 'filo di perle ovali', le spaventose tempeste che si abbattono nell’emisfero meridionale ruotando in senso antiorario.

 

Deficit luminoso per l'Acquario

Il sistema binario della famiglia dei polari intermedi fa registrare un comportamento anomalo: stop ai rifornimenti di gas dalla prima stella alla nana bianca sua compagna e "trend" di luce negativo
“Rifornimenti” interrotti nel cielo dell’Acquario.

C’era una volta una strana coppia stellare chiusa in un sistema binario, composta da una nana bianca e da una compagna "generosa", che inviava gas alla prima nutrendola e agevolandone i processi di accrescimento. I due soggetti dello studio, condotto dai ricercatori dell’Università di Notre Dame, sono due astri che abitano nella nostra galassia a 500 anni luce dalla Terra, in corrispondenza della costellazione dell’Acquario: racchiuse in un sistema binario di tipo polare intermedio noto come FO Aquarii, le due stelle hanno fatto registrare un comportamento anomalo.

 

PREMIO EUROPEO PER LA FISICA EPS-EDISON-VOLTA A NAZZARENO MANDOLESI, JEAN-LOUP PUGET E JAN TAUBER PER AVER SCRUTATO LA PRIMA LUCE DELL'UNIVERSO

Il riconoscimento è stato assegnato nel corso di "Luce e innovazione" il simposio di Edison Open 4EXPO dedicato alla luce in campo scientifico, tecnologico e artistico. All'evento interviene il Premio Nobel per la Fisica Serge Haroche.
Nell'Anno internazionale della Luce e delle tecnologie basate sulla Luce, Nazzareno  Mandolesi, Jean-Loup Puget e Jan Tauber, ricevono il Premio Europeo per la Fisica EPS-Edison-Volta per aver osservato la prima luce emessa dall'universo. I tre scienziati sono i leader scientifici della missione Planck dell'European Space Agency (ESA) che ha studiato la radiazione cosmica di fondo, permettendo di ottenere una mappa precisa e dettagliata dell'universo appena nato, risalendo a oltre 13 miliardi di anni fa.
 

“Moonlight, fotografa l’evento”: torna il concorso fotografico promosso da Diregiovani

Torna il contest e la protagonista rimane sempre lei, la Luna in versione “super”.

Nella notte tra domenica 27 e lunedì 28 settembre saremo spettatori del terzo appuntamento dell’anno con la Super Luna. In più, questa volta, il nostro Satellite offrirà una spettacolare eclissi totale ben  visibile dall’Europa, buona parte delle Americhe e da parte dell’Africa.

 

In 9 a bordo della Stazione Spaziale Internazionale

Da oggi e per i prossimi sette giorni ci si dovrà stringere un po’ nella casa orbitante: a bordo della Stazione Spaziale Internazionale ci sono ben 9 astronauti invece dei 6 normalmente previsti.

 

Sarà Paolo Nespoli il protagonista della prossima missione italiana nello Spazio

Onorato e orgoglioso di tornare in orbita con la bandiera italiana”: queste le prime parole che Paolo Nespoli, astronauta dell’ESA, ha detto ai giornalisti durante la conferenza stampa in cui l’agenzia spaziale nazionale (ASI), insieme a quella europea, ha annunciato il suo terzo volo nel 2017.

 

La visita istituzionale di AstroSamantha in Italia

È stata la prima visita in Italia dopo la fine di FUTURA, la missione dei record targata Agenzia Spaziale Italiana: il 20 luglio scorso Samantha Cristoforetti è stata accolta al Quirinale dal presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, e ha poi pranzato con il presidente del Consiglio, Matteo Renzi.

 

#PlutoFlyBy: la sonda New Horizons ha raggiunto Plutone

Missione compiuta, ancora una volta: un’altra impresa spaziale è entrata nella storia.
Alle 13.49 italiane, la sonda New Horizons della Nasa ha raggiunto Plutone, ai confini del Sistema Solare, passando a 12.500 chilometri dalla superficie del pianeta nano. L'evento storico nell'esplorazione spaziale è stato salutato da un lungo applauso nel centro di controllo della Nasa.

 

L’ESA ha un nuovo direttore generale

Staffetta alla direzione generale dell’ESA. Dal primo luglio è il tedesco Johann Dietrich Wörner il nuovo DG dell’Agenzia Spaziale Europea: ha preso il testimone dal francese Jean-Jacques Dordain, che ha ricoperto il ruolo per 12 anni.

 

Ben ritrovato, Philae

(1 voto, media 4.00 di 5)

Dopo l’impresa dello sbarco sulla cometa 67P Churyumov Gerasimenko lo scorso 11 novembre, si era addormentato: dal 15 novembre era entrato in uno stato di ibernazione.
Ora, dopo sette mesi di letargo, si è risvegliato e ha iniziato a inviare a Terra pacchetti di dati: continua così la straordinaria avventura del lander Philae, che continua ancora a sorprendere.

 

Bentornata AstroSamantha!

(1 voto, media 5.00 di 5)

200 giorni in orbita e più di 130 milioni di chilometri percorsi intorno alla Terra negli ultimi 7 mesi: Samantha Cristoforetti è tornata terrestre alle 15:44 dell’11 giugno, portando a casa una missione di successo e da record.

 

50 anni di passeggiate tra le stelle

Il 3 giugno 1965 è una data storica: quel giorno per la prima volta nella storia un astronauta americano si avventurò nel vuoto spaziale. Il protagonista fu Ed White della NASA: uscì dalla sua navetta “Gemini 4” e con la sua attività extra-veicolari segnò una tappa fondamentale nella conquista dello Spazio.

 
 
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Pubblicato a Roma – Via A. De Viti de Marco, 50 – Direttore Responsabile Guido Donati

 

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